Antonello Venditti, il concerto in cui “Ci vorrebbe un amico” per me è stato più di un ricordo.

” Ci vorrebbe un amico, ci vorrebbe un amico per poterti dimenticare…” questa è la prima canzone che ricordo di aver ascoltato di Antonello Venditti e non perché mi piacesse ai tempi, ma perché un pomeriggio di tanti anni fa, avrò avuto 6 anni, mio padre decise che in macchina si sarebbe ascoltato solo quella canzone. Girava quella cassetta alla radio in continuazione, tanto che la imparai a memoria, fino ad amarla. Per me non aveva un granché di significato, mi sembravano parole a caso come quelle di qualsiasi altra canzone e quindi nemmeno capivo perché mio padre si fosse così tanto fissato con quella canzone… Poi a distanza di una decina d’anni iniziai a capirne il motivo , era l’anno in cui i miei genitori si separarono, il 1994. Eh, se me lo fossi minimamente immaginata quanto quella canzone potesse essere in quel momento per mio padre così profonda ed importante probabilmente non mi sarei lamentata almeno 10 volte ogni 4 minuti.

Già, le canzoni da sempre hanno questo potere, quello di farti compagnia in ogni situazione, di capirti e comprenderti meglio di chiunque altro, forse perché nelle canzoni si percepiscono sentimenti che le parole da sole, senza una melodia ad accompagnarli, sono un po’ più spente. In ogni caso, io avevo solo 6 anni, probabilmente non sarei stata nemmeno in grado di capire e mio padre ha pensato bene di farsi giusto due chiacchiere in silenzio con quella canzone.

Porto quella canzone nel cuore, quasi come a custodire quel giorno infinito come un ricordo prezioso in cui ho visto un pezzo di cuore di mio padre, anche se per vederlo mi ci è voluto del tempo.

Poi è arrivata l’adolescenza, i primi amori, il fidanzato, la maturità e pane e Antonello Venditti ( che in realtà non è un bel connubio, sembra più cannibalismo)

“Che tesoro che sei” la mia preferita da sempre, “Amici mai”, “Ricordati di me”, “Settembre”….. e ancora decine e decine di canzoni che hanno vissuto insieme a me, alcune mi hanno fatta commuovere, altre mi hanno donato la speranza, ci sono quelle che sono delle vere e proprie colonne sonore nei miei pensieri e poi, non lo nascondo, ci sono quelle canzoni che amo ascoltare in solitaria perché alla fine una lacrima di gioia o dispiacere viene sempre a trovarmi.

Non sono una romantica, solo quando si tratta di musica lo divento… quindi forse lo sono!! Ma a parte questo penso che la musica sia una delle cose più straordinarie che ha inventato l’uomo!!

Il concerto di Venditti “Sotto il segno dei pesci” al Nelson Mandela di Firenze è stato un vero e proprio racconto che ha riempito i cuori di tutto il palazzetto. Per quanto mi riguarda ho aspettato talmente tanto di essere a questo concerto che appena è partita la musica mi sono commossa, sapevo che avrei rivissuto tantissimi miei ricordi!!

Il concerto si è aperto con la canzone ” Raggio di Luna” e poi Antonello ha raccontato un po’ la sua storia, la sua gioventù, i sessantottini, l’amicizia con Lucio Dalla e Francesco De Gregori, gli amori andati storti, le sofferenze ma anche le soddisfazioni di una carriera di 46 anni di musica. Una voce impeccabile, straordinaria come allora!

Non importa quanto siano lucidi gli occhi quando ad ascoltare è il cuore!

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